Come sta cambiando il mercato dei rivenditori ufficio e cosa ci riserverà il futuro?

Facciamo insieme qualche riflessione per cercare di mettere a fuoco le problematiche e trovare, speriamo, delle soluzioni. 
 
Da quanto tempo ormai le materie prime non fermano la corsa al rialzo? 
Questa incertezza costante comporta, come ben sapete, che le aziende di produzione non riescono a stabilizzare i listini ed è, ovviamente, un grande guaio per chi sta sul mercato e vive nell’incertezza della marginalità.
 
Si è poi aggiunto il problema della *scarsità dei materiali*. 
Quante volte, a causa di disguidi e ritardi sulle consegne, hai dovuto gestire problemi e lamentele da parte della clientela? Purtroppo capita spesso che il cliente non riesca a capire del tutto cosa sta succedendo...e come reagisce il cliente furioso? Con contestazioni e ritardi nei pagamenti.
 
Tutta questa incertezza si abbatte sulle aziende, che devono pianificare investimenti, con la grande probabilità di un effetto stagnazione e posticipo decisionale, mentre per i lavori pianificati, ormai, gli slittamenti dei cantieri sono la quotidianità!
 
L’ingresso, improvviso e prepotente, dello *smart working* nel mondo del lavoro, cambierà anche il modo di progettare gli uffici di domani. I posti di lavoro saranno sempre meno e aumenterà lo spazio dedicato alle aree comuni ed aggregative.
 
*Come affrontare questo tsunami in atto nel nostro mercato?*
 
Con calma e sangue freddo.
 
Analizziamo adesso la situazione anche da un altro punto di vista: quello delle *opportunità*.
 
Molte aziende in questo momento stanno cercando nuovi assetti aziendali, spesso riducendo gli spazi oppure aprendo piccole sedi periferiche al posto di grandi HQ. 
In questi cambiamenti noi abbiamo la possibilità di arredare nuovi spazi!
 
*Cambieranno anche i processi di vendita?*
 
Non avremo più a che fare con semplici vendite di scrivanie e cassettiere, sarà invece fondamentale l’approccio consulenziale, in cui la progettazione di nuovi spazi diventerà l’arma vincente della trattativa. Di qui, la necessità di presentarsi sul mercato in maniera diversa oppure *stringere partnership forti con studi di architettura* specializzati nello space planning di ambienti ufficio.
 
Anche la *Pubblica Amministrazione* non sarà uno spettatore in questo cambiamento, bensì un attore protagonista. Stanno per arrivare diversi milioni dai fondi Europei, destinati a far partire, finalmente, progetti di ristrutturazione in cantiere da diversi anni. Anche qui il trasloco da uffici in affitto verso sedi di proprietà genererà nuove oppurtunità. 
 
Come sempre ci dovremo aspettare le gare al ribasso, ma ricordiamo che la soglia per gli affidamenti diretti, come da ultima modifica del D.L. 77, è alzata ad € 139.000,00 ed anche in questo caso gli enti hanno bisogno di assistenza, per non banalizzare l’acquisto delle nuove sedi e, probabilmente, sarà indispensabile il passaggio per uno studio di progettazione.
 
Un altro segmento interessante è quello di chi non potrà fare a meno di lavorare in presenza negli uffici e parlo in particolare di *avvocati e notai*, che per ovvi motivi avranno sempre la necessità di sedi fisiche ed anche di accogliere personalmente, almeno una parte, della clientela.
 
La fascia più interessante del mercato sarà sempre quella degli *alto spendenti*, più difficile da intercettare, ma slegata dalla logica del prezzo più basso.
 
Questa nicchia di mercato non è purtroppo raggiungibile né con sponsorizzate Facebook, né con quelle su Google, ma attraverso referral oppure azioni di co marketing. 
Come? Legandoti a marchi che già vengono acquistati da quello stesso target di clienti.
 
Durante questa pandemia il patrimonio di questa fascia di mercato si è notevolmente ingrandita e solo in Italia parliamo di circa 1.480.000 persone che se ne fregano della “qualità al miglior prezzo” stile LIDL.
 
Anche perché, alla luce dei nuovi aumenti, c’è stato un appiattimento del divario tra i listini e chi si posizionava sul mercato solo con la logica del prezzo. Questi ultimi saranno in gravi difficoltà, specialmente perché avranno bisogno di grandi volumi di produzione, che non credo torneranno sui numeri di pre pandemia.
 
Infine c’è un’ulteriore opportunità che non dobbiamo sottovalutare: il settore dell’*arredamento scolastico*. Le scuole vedranno arrivare fondi in grande quantità per dar seguito alle numerose richieste di adeguamento ferme davvero da troppo tempo. E se sei anche tu genitore lo sai bene, considerato che per lo più i nostri figli vanno nelle scuole che abbiamo frequentato noi e che erano vecchie già alcuni decenni fa.
 
Tutto sommato, facendo quindi un resoconto finale, *possiamo dire che con più fatica e maggiori competenze potremo rimanere in questo mercato anche per i prossimi anni!*
 
Quindi rimbocchiamoci le maniche e buon lavoro a tutti noi!
 
Sirio
 

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